Monica Vaccari > “Colori in Movimento” INAUGURAZIONE 21 FEB 2020 h 18

Genovese di nascita, la sua formazione artistica la porta a lavorare per circa otto anni in studi di architettura e arredamento come disegnatrice e interior designer. Nel 1994 parte alla volta di Dubai e quindi del Kuwait, dove si trasferisce per nove anni. Qui opera come progettista d’interni collaborando anche con Ansaldo, prima di volare a Leeds (UK) dove resterà fino al suo rientro a Padova, nel 2007.

Il periodo Padovano. È proprio a Padova infatti che Vaccari comincia ad avvicinarsi alla pittura e, frequentando lo studio della pittrice Alessandra Andreose, inizia a realizzare i suoi primi dipinti. Da questo momento, il suo cavalletto diventa testimone di un’evoluzione senza sosta, che emoziona e stupisce con ogni dipinto che vi prende forma.

L’intuizione embrionale è immortalata dalla sua macchina fotografica che sancisce un input emozionale il quale, trasposto su tela, ridisegna la realtà donandole una quarta dimensione: un’interpretazione acuta e profonda delle molteplici sensibilità umane.

New York, New York. La realtà metropolitana, capitale del movimento, viene rappresentata con contorni evanescenti e fugaci, prendendo il sopravvento in una trasformazione rapida, in cui l’attenzione per i dettagli e l’uso di colore e luce donano un ossimoro di consonanza in continua evoluzione tra passato e divenire.

Sono infatti di questa stagione i dipinti “Colori in movimento”, “White in Motion” e “Black in Motion”.

Il connubio. La maturazione artistica spinge presto movimento e sovrapposizione ad incontrarsi negli ultimi lavori dell’artista, in cui il rallentamento di velocità lascia spazio alla compresenza di due mondi geograficamente distanti, eppure in intima sintonia. Qui Vaccari gioca con luci e colori mischiando spazio e tempo in un risultato chiaro e percettibile alla sensibilità dello spettatore, il quale assiste all’espressione di un attimo in cui tutto è uno e l’uno è il tutto, anche spazio e tempo.

I suoi dipinti sono stati esposti più volte ad Arte Padova, Arte Genova, Paviart,Paratissima e in varie città italiane tra cui: Milano Firenze, Udine, Pavia, Genova, Savona e Pesaro.


ESPOSIZIONI OSPITATE NEL 2019


Sono nata nell’aprile dell’86 e da sempre ho avuto un rapporto intrinseco e passionale con l’universo dell’arte.
Fin da ragazzina ho avuto la fortuna di frequentare atelier e ambienti artistici stimolanti, passando silenziose ore in osservazione, imparando a cogliere i tratti, le luci, i tagli, le ombre, i colori, i contrasti, le profondità e il tempo. Questa mia costante sete d’arte mi ha portato a iscrivermi all’università I.U.A.V. in arti visive e dello spettacolo, e a spingermi in Francia dove per un anno ho frequentato l’accademia di belle arti.

In questo periodo di studio e sperimentazione la mia indagine si è concentrata sull’essere umano in relazione con se stesso, con il suo intimo io, ma anche in relazione con gli altri, con la metropoli, edilizia, paesaggio industriale, l’elemento naturale.

Per questo ho pensato di chiamare questa mia esposizione “147cm”, ovvero, la mia altezza, la mia persona, il mio corpo che compie azioni che si ferma per un istante per cogliere attimi, in un dialogo nato da un movimento, da sguardi segreti incrociati per strada , da un respiro, cercando la bellezza in una foto che mi spinge a fermarmi, a prendere del tempo, cosa che in questo mondo sempre più frenetico non c’è quasi più concesso.

In questa esposizione ho scelto scatti che da tempo ho realizzato, ma che non ho mai avuto il coraggio di condividere.


Giacomo Taddeo Traini è un fumettista e illustratore nato ad Ascoli Piceno nel 1995.
Dal 2013 vive a Padova, dove si è diplomato alla Scuola Internazionale di Comics.

Per BeccoGiallo editore crea, nel 2015, la rubrica digitale di canzoni a fumetti jukeboxcomics.
Dal 2016 collabora come illustratore con Radio Sherwood, realtà per la quale cura la rassegna G.A.S.P. (Gagliarde Autoproduzioni Sherwood Padova) e conduce, in compagnia di Luca Sholl, il programma Bonaventura.

Dal marzo 2018 cura, insieme a Mattia Ferri, STORMI, rivista digitale di informazione a fumetti.

Nel luglio 2018 esce il suo primo libro, “Unidos Venceremos, storie dal commercio Equo e Solidale”, a cui seguono altre produzioni di giornalismo a fumetti: “Dalla Coca al Cacao”, “il Vangelo secondo San Precario, storia di una polisportiva indipendente” e “Silvia Ruotolo-tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce”, realizzato in collaborazione con l’associazione Libera.
Ha all’attivo diverse autoproduzioni, che non smette mai di stampare.

LA MOSTRA
Ad Ascoli Piceno Dop’ lù Spar’ (Dopo lo sparo) significa arrivare tardi.

Lù Spar’ indica, generalmente, i fuochi artificiali ma LO sparo per antonomasia è quello del patrono della città, Sant’Emidio.
Ecco, quella è una delle ricorrenze più importanti dell’anno, si va in piazza, sul lungo fiume, oppure si prende l’auto per salire sulle colline, insomma si cerca di ritagliarsi un angolino da cui poter spiare Lù Spar’.
Chiaramente perderselo è considerato un po’ strano (ieri più di oggi) e quindi arrivare tardi, arrivare dopo Lo Sparo, e perdersi i fuochi artificiali diventa una cosa da out sider.
Infatti Je ‘rrevat’ dop’ Lù Spar’ (sei arrivato dopo Lo Sparo) non si una tanto per quando si fa tardi per un appuntamento, quanto piuttosto quando si arriva tardi nel capire le cose perché si ha la testa tra le nuvole.

Questo succede perché chi arriva dopo lo sparo ha altro a cui pensare, deve visualizzare ed immaginare le cose prima di descriverle con le parole o con l’arte.
Chi arriva dopo Lo Sparo è chi si perde gli eventi mondani, quelli dove bisogna esserci per forza, non tanto perché li snobbi, ma perché se li scorda, non gli dà troppa importanza.
Chi arriva dopo Lo Sparo è un out sider, spesso un incompreso.

Ma quando finisce lo spettacolo dei fuochi artificiali, mentre gli ultimi spettatori sciamano via, finalmente arrivano i ritardatari, si incontrano lì, in mezzo alla piazza ormai vuota.
Non c’è più niente da guardare, si sente odore di zolfo e nel cielo non ci sono più i colori ma soltanto fumo.

Ma non importa.

Perché i colori siamo noi,
che arriviamo dopo Lo Sparo.


Lara Lamparelli nasce a Torino nel 1973 dove si forma artisticamente frequentando dapprima l’Istituto d’Arte Moda e Costume ed in seguito, l’Accademia di Belle Arti nell’indirizzo di Scenografia.
Durante e dopo gli studi accademici si dedica a lavori di scenografia teatrale ed allestimenti in varie manifestazioni. Si dedica successivamente all’insegnamento con laboratori artistici nelle scuole e la sua ricerca prosegue poi girovagando e spostandosi in varie città fino a fermarsi per 3 anni ( 2009/2011) nelle Canarie isola di Lanzarote, dove si immerge quasi completamente nell’attività pittorica tornando arricchita da questa esperienza in Italia, dove continua la sua ricerca. Ovunque vada porta con se come fedele compagno di viaggio, il suo album, pronto a cogliere ogni momento di ispirazione, trova così una forma artistica ed uno stile unico che la contraddistingue, frutto per l’appunto di una passione che da sempre l’accompagna. Alla pittura dedica, oltre che il suo tempo anche emozioni e sensazioni trovando attraverso la rappresentazione di volti, corpi e forme un suo modo di comunicare. Parallelamente sviluppa la sua ricerca realizzando i suoi disegni con una tecnica non molto usuale, attraverso un semplicissimo e comunissimo strumento, la bic , la penna biro, che ci regalano contrasti di tono e sfumature trasportandoci in insoliti e vellutati stati d’animo.

Attualmente vive a Padova e…ha sempre il suo album!


circolo culturale Carichi Sospesi
vicolo Portello, 12 – 35129 Padova
Tel. 347 4214400
www.carichisospesi.com

circolo culturale ARCI