Programma

DRITTI
AL 
CUORE
Rassegna teatrale 2017_2018

Biglietto unico 8 euro
Ingresso riservato ai soci ARCI
Prenotazioni: www.carichisospesi.com [link a EVENTBRITE]

Abbonamenti
SMALL 5 spettacoli:
tessera ARCI 2017/2018 in omaggio
LARGE 10 spettacoli:
tessera ARCI 2017/2018 in omaggo + 1 spettacolo gratuito

_dom 26 NOV_h 19 > INDIANA TEATRO > MONOGAMIA – una storia fantastica

con Riccardo Dal Toso, Julio Escamilla, Greta Giancola e Vittorio Lora
Scenografia e costumi di Riccardo Longo
Regia di Lorenzo Maragoni

Due coppie di giovani adulti, realizzati professionalmente e relazionalmente. Due uomini, e un uomo e una donna. Due cop­pie solide, o se non altro, ben incastra­te nei loro meccanis­mi. Un viaggio a Lon­dra. Un tradimento, forse. E le sue cons­eguenze. I traditi sembrano cercare risp­oste in tutti i posti sbagliati; i tradi­tori non sembrano ne­anche più sapere cos­’è successo, e perch­é. Tutto si muove, a patto di restare fe­rmo. Si parla di tut­to, a patto di non parlare del perché sia successo. Parlarne vorrebbe dire mette­rsi in discussione, come coppia e come individui. Magari rine­goziare, rifondare, o interrompere la re­lazione. Molto meglio convincersi che non sia successo nient­e. Dove finisce la memoria condivisa, e comincia la propria personale verità? Qu­ali sono i limiti, oggi, dell’unica isti­tuzione sentimentale riconosciuta: la co­ppia? Questo spettac­olo è un quadro surr­ealista, un’esperien­za così specifica da essere universale, una commedia e un dr­amma. Questo spettac­olo è una stanza d’a­lbergo esplosa.

Eventbrite - MONOGAMIA una storia fantastica :: Spettacolo teatrale

_dom 03 DIC_h 19 > ART(h)EMIGRA SATELLITE > INTIME DISTANZE/LAST DAY ON EARTH

di e con She Zeno
Performance di composizione estemporanea danza / musica

L’Intimitá come surplus di vicinanza e lontananza, bisogno di accorciare e allungare distanze, si traduce in esperimento sonoro e cinetico. Oggetti e arredi domestici perdono la propria dimensione concreta per trasformarsi in strumento, azioni quotidiane diventano, nella loro ripetitività, un ostinato sonoro e visivo, aprendo varchi di senso oltre il reale. Una poetica dell’hard ware che si dispiega prettamente “dal vivo” trasportando lo spettatore in un altrove che è il luogo intangibile dell’interazione e della compresenza, le cui dimensioni si disegnano attraverso la distanza. Sullo sfondo, alla finestra di quest’interno per due, il mondo, nelle immagini di Elisa Campagnaro, si misura con innumerevoli ultimatum e sempre nuove teorie; l’imminenza della catastrofe si accosta alle vicissitudini della coppia, ora riverberandone, ora vanificandone il senso. Alla cruda radicalità e della ricerca scenica fa da bilancere un’atmosfera quasi casalinga. In intime distanze sovverte il concetto di separazione ed intimità facendo dell’amore un luogo ora ironico, ora assurdo, ora reale ora sintentico, in cui l’essere umano è comunque in grado di riconoscersi.

_dom 17 DIC_h 19 > GIOVANNI BETTO > NEVE

di e con Giovanni Betto
regia Mirko Artuso
video Raffaella  Rivi
luci Pierpaolo Pilla

21 gennaio 1943.
Ritirata di Russia.
Neve.
Tanta.
Nell’insensata tragicità della guerra, un uomo, poi dato per disperso, fa la sua scelta fra la vita e la morte.
Ma la sua scelta segnerà il destino di molti.
Quest’uomo in qualche maniera ritorna, come ombra portata dal vento del tempo.
Ma l’eco di quella scelta primigenia ha nel frattempo travolto prima una moglie, poi una figlia, poi un nipote.
E il nipote, oggi, esige risposte.
Un monologo/dialogo che spoglia la guerra della sua storicità, per farne invece un paradigma della condizione umana, fragile e illusoria.
Ma anche una voce alta, che tutti noi, in qualche modo nipoti, non vogliamo dimenticare.
Una voce che grida l’attaccamento alla vita, istintivo, viscerale e che ci invita a gioire, ad amare e a inseguire il nostro essere di felicità.
Per scioglierla la neve.
Tutta.

_dom 14 GEN_h 19 > ANTONELLO TAURINO > MILES GLORIOSUS

-SPETTACOLO VINCITORE PREMIO “MIGLIORE REGIA” AL FESTIVAL NAZIONALE “CALANDRA” – 2011
-TESTO FINALISTA AL “1° PREMIO NAZIONALE DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA”- 2013
-SPETTACOLO PROGRAMMATO al “PICCOLO TEATRO” di MILANO nel STAGIONE 2014 – 2015

testo, drammaturgia, regia Antonello Taurino
con Antonello Taurino e Orazio Attanasio
musiche di scena Orazio Attanasio
costumi Michela Battista

Una storia di misteri, di morti e di colpe, di malati, tribunali e assurdità. Ma proprio per questo, chi meglio di due cialtroni può raccontarla?
L’ironia più feroce e il dramma della cronaca vera sono elementi intrecciati in un questo spettacolo che, di storie, ne racconta due. Nato da una dettagliata inchiesta durata due anni, lo spettacolo narra con toni comicissimi una tragedia. Perché appunto vi s’intrecciano la storia dei soldati vittime dell’uranio impoverito di ritorno dalle “missioni di pace” negli anni 90’, lontani dal clamore retorico del patriottismo nostrano, e quella farsesca ed esilarante di due teatranti sciamannati, Mimmo e Pasquale, che, tanto cinici quanto cialtroni, cercano idee per il loro nuovo spettacolo: “Deve essere di teatro impegnato, civile! Perché il genere tira..”
Sì, ma quale storia scegliere? Ecco allora che al motto di “le tragedie italiane a Teatro se l’è già fregate tutte Marco Paolini, se c’è libera questa qui dell’uranio bisogna approfittarne!”, i due diventeranno inconsapevoli narratori di una delle pagine più tristi e oscure nel recente passato del nostro Paese.

_dom 21 GEN_h 19 > TEATRO BRESCI > MARADONA NELL’ALTO DEI CIELI

di Michele Ruol
con Giacomo Rossetto
regia di Lorenzo Maragoni
Light designer Stefano Razzolini
Elementi scenici Antonio Zonta
Foto di scena Serena Pea

L’Intimitá come surplus di vicinanza e lontananza, bisogno di accorciare e allungare distanze, si traduce in esperimento sonoro e cinetico. Oggetti e arredi domestici perdono la propria dimensione concreta per trasformarsi in strumento, azioni quotidiane diventano, nella loro ripetitività, un ostinato sonoro e visivo, aprendo varchi di senso oltre il reale. Una poetica dell’hard ware che si dispiega prettamente “dal vivo” trasportando lo spettatore in un altrove che è il luogo intangibile dell’interazione e della compresenza, le cui dimensioni si disegnano attraverso la distanza. Sullo sfondo, alla finestra di quest’interno per due, il mondo, nelle immagini di Elisa Campagnaro, si misura con innumerevoli ultimatum e sempre nuove teorie; l’imminenza della catastrofe si accosta alle vicissitudini della coppia, ora riverberandone, ora vanificandone il senso. Alla cruda radicalità e della ricerca scenica fa da bilancere un’atmosfera quasi casalinga. In intime distanze sovverte il concetto di separazione ed intimità facendo dell’amore un luogo ora ironico, ora assurdo, ora reale ora sintentico, in cui l’essere umano è comunque in grado di riconoscersi.

_dom 28 GEN_h 19 > CARICHI SOSPESI > MENDING SONG

Spettacolo finalista e Premio della Critica, Premio Confine Corpo e Premio dei Tecnici al Festival Voci dell’Anima 2017

con Samantha Silvestri e Marco Tizianel
costumi di Francesca Imoli
regia Marco Caldiron

Un lavoro che utilizza un linguaggio apparentemente quotidiano ma in cui si insinuano tra le parole, attimi e respiri che raccontano un’altra storia, una storia fatta di perdita e della disperata, fragile, violenta, ricerca di un senso nello sopravvivere l’uno accanto all’altra.

Lo spettacolo affronta così in modo diretto e concreto la tematica legata all’accettazione della perdita, in particolare si mette in luce la non elaborazione del lutto e l’escalation che può venirsi a creare in una relazione nel momento in cui la perdita di un proprio caro non venga affrontata e superata ma negata, nascosta inconsciamente, eliminata dalla quotidianità nel tentativo di dimenticarla ma allo stesso tempo diventando così motore di dinamiche distruttive e deleterie che portano ad una violenza domestica che annienta gli animi e porta all’abisso del dolore.

_dom 04 FEB_h 19 > MERCANTI DI STORIE > LO STATO CONTRO MASSIMILIANO LOIZZI

di e con Massimiliano Loizzi

Dopo anni di onesta carriera, rivoltosa e refrattaria, Massimiliano Loizzi è alla sbarra. In novanta minuti irrefrenati e irrefrenabili, senza intervallo, dimostrerà alla giuria, riunitasi dietro regolare pagamento del biglietto, la sua profonda colpevolezza, con le schiaccianti prove delle sue innumerevoli, e finora inenarrabili, nefandezze compiute ai danni dello Stato, della famiglia, del popolo, del pubblico, degli uomini, e, soprattutto, delle donne. All’alba dei suoi primi quarant’anni Massimiliano Loizzi si racconterà e ci racconterà. Si avvisa il gentile pubblico che i bambini lasciati incustoditi, verranno venduti al teatro ospitante, per lavori di pulizie e piccola manutenzione.

“Sono il migliore attore comico della mia generazione, è un fatto inconfutabile e sono qui per dimostrarlo. Ma sono anche il miglior attore, di qualsivoglia definizione, della mia generazione e autore fra i più grandi degli ultimi settant’anni… e sono qui per dimostrarlo. Dopotutto se lo spettacolo dovesse far cagare, posso sempre dire che quella sera non ero in forma, perchè in ogni caso resto comunque il migliore, ed è sempre meglio veder cagare il migliore, che sentir blaterare uno dei tanti.”

_dom 11 FEB_h 19 > PAOLO FRANCIOSI > L’AMORE PER LA RIMA MI… CONSIMA

di e con Paolo Franciosi
accompagnato dalla fisarmonica di Sergio Marchesini
e dalla chitarra di Paolo Valentini.

“Se in una giornata di luglio il tuo peggior nemico, al quale dedichi ogni tua capacità di lucida strategia per un efficace piano di battaglia verso una gloriosa vittoria, è la cornacchia sull’albero di fronte a casa tua, forse qualche domanda sulla pienezza della vita che conduci dovresti cominciare a fartela…”

“L’amore per la rima mi…consima” è un’attenta e dissacrante disamina sulle contraddizioni, pulsioni e repulsioni che tutti abbiamo e sui labirinti mentali nei quali allegramente ci perdiamo mentre attraversiamo la vita di tutti i giorni. La forma scelta è quella del teatro-canzone, forma teatrale di cui Giorgio Gaber è stato il più illustre esponente, che, nel suo alternarsi di monologhi e canzoni, ben si presta a descrivere, con ironia e leggerezza, le piccole manie e fobie, le grandi incertezze e insicurezze dell’uomo del terzo millennio.

_dom 18 FEB_h 19 > TRI-BOO > LE COSE PER CUI VALE LA PENA VIVERE

con Daniela D’Argenio Donati
Suoni Giorgi Khositashvili
Grafica Eleonora De Leo
Regia di Michele Panella

Dopo una lunga attesa all’uscita di scuola, la protagonista, che al tempo frequentava la scuola elementare, si ritrova in macchina con il padre. Un viaggio segnato da un lungo silenzio che termina all’ospedale, dove la madre è ricoverata dopo il suo primo tentativo (fallimentare!) di suicidio. Appena vede la figlia fuori dalla sua stanza, la madre, con un filo di voce, riesce a dire solo un “non lei!”. Da questo momento, la protagonista, deve trovare il modo di reagire. Il senso di colpa comincia a insinuarsi dentro di lei. Deve trovare un modo per superare questo profondo turbamento e reagire e, sempre all’ospedale, trova il modo: scrivere una lista di tutte le cose per cui vale la pena vivere. Le prime 10 cose le scrive di getto. 1) Gelato, 2) Gavettoni, 3) Rimanere sveglia dopo l’orario per andare a letto e avere il permesso di guardare la tv. 4) Il colore giallo. 5)Tutte le cose a righe. 6) Le giostre. 7) Gente che scivola. 8) Succo. 9) Cioccolato. 10) Anziani gentili che non sono bizzarri e che non hanno quello strano odore.

Le successive sono frutto dei suoi percorsi di vita da bambina a studentessa universitaria e poi da adulta. La lista segue di pari passo la costruzione della sua identità fino a quando riesce a capire quanto la lista avesse cambiato il suo modo di vedere il mondo.

circolo culturale ARCI